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mercoledì 26 dicembre 2012

Ipse Dixit #2 Jane Birkin






Dormivo vicina a John Barry e tenevo sul comodino una matita per occhi. Me la mettevo appena sveglia perché avevo paura che se lui mi avesse vista senza trucco non mi avrebbe trovata abbastanza bella.



lunedì 17 dicembre 2012

Ipse dixit #1 Liliana Cavani su Mickey Rourke


Mickey Rourke ieri


E' un personaggio incredibile che la critica ha sempre trattato in maniera inadeguata, anche per il suo passato con la boxe. La verità è che lui viene dall'Actor Studio, dove ha insegnato per 6 anni.
E' un uomo che ha delle debolezze ed è simpatico proprio perché le ha. Lavorando con lui ho scoperto che è uno dei più bravi attori che abbia mai incontrato. Un aneddoto: una mattinavado sul set con l'idea di cambiare una battuta che era troppo lunga. Al mio arrivo Mickey era dentro la sua roulotte e da fuori lo sentii provare e riprovare proprio quella battuta che io volevo cambiare. Ci stava lavorando così bene che ho deciso di tenerla come era, andava bene.

Oggi


Lo paragono a John Malkovich, un attore eccezionale ma con la tendenza a credersi un padreterno, dal quale non ho mai ricevuto affetto poiché gli manca, secondo me, l'umanità di un Mickey Rourke che per la voglia di condividere ciò che è suo con i suoi amici da ricco diviene povero. La sua umanità è bella, è una persona generosa alla quale si applica volentieri questo aggettivo. (Liliana Cavani a proposito di Mickey Rourke)

Liliana Cavani

domenica 24 luglio 2011

Carla avant Nicholas: una biografia a puntate sul modello dei rotocalchi estivi d'annata. Capitolo Primo

Raramente quando espirmo pubblicamente la mia ammirazione per Carla Bruni incontro il favore di chi mi ascolta.



Io sento le numerose rimostranze e la meraviglia di chi apprende il mio apprezzamento per questa donna così influente e chiacchierata e rispondo difendendo sempre con piacere la mia posizione. Sì, a me Carla Bruni piace. Mi piace proprio da sempre, mi piaceva quando portava un po' d'Italia nell'Olimpo delle super model più famose del mondo, mi piaceva quando leggevo che col suo terribile fascino non risparmiava neanche uno degli uomini che incontrava sulla sua strada e mi è piaciuta quando ha imbracciato la chitarra per suonare le sue canzoni, così intimiste, malinconiche, femminili.

Ora che ci penso però mi ricordo che la mia passione per il cinema mi portò a conoscere prima Valeria (Bruni-Tedeschi) di Carla, quando la vidi ne La seconda volta di Mimmo Calopresti

Valeria Bruni Tedeschi



un gran bel film italiano che racconta la storia di un professore universitario (Nanni Moretti –strepitoso-) che in una giornata d’inverno su di un autobus riconosce la ragazza che durante gli anni di piombo era stata processata e condannata per avergli sparato (Valeria Bruni Tedeschi). Mi aveva molto colpita l’interpretazione di questa attrice esordiente e tempo dopo lessi (su TV Sorrisi e Canzoni mi pare) che Valeria Bruni Tedeschi era la sorella della famigerata Carla Bruni, la top-model italiana che aveva messo in crisi il matrimonio tra Mick Jagger e Jerry Hall -anche lei celebre top model affacciatasi per una breve parentesi al cinema con il ruolo della sfortunata compagna di Jocker (Jack Nicholson) nel primo Batman diretto da Tim Burton (1989).

Insomma, un intreccio fatto di cinema, musica, alta moda e tradimenti che mi aveva avvinta fin dai suoi albori.
 Ma procediamo con ordine e facendo un passo indietro. Carla Bruni Tedeschi nasce a Torino il 23

dicembre del 1967, 



il padre Alberto è un facoltoso imprenditore proprietario della Ceat (Cavi Elettronici e Affini Torino) un’azienda di cavi elettrici e pneumatici e la madre Marisa è bellissima, colta e raffinata pianista e ballerina. Quando Carla ha solo 5 anni si trasferisce a Parigi con i genitori e i fratelli maggiori, Virginio e Valeria, per fuggire dal rischio di un rapimento ad opera delle Brigate Rosse. Alberto Bruni Tedeschi ha così l’occasione di dedicarsi a quella che da sempre era stata la sua più grande passione ovvero la musica dodecafonica della quale è stimato e affermato compositore.



Nella canzone Salut Marin, contenuta nel suo terzo album, Carla definisce la sua infanzia "de cristal "e la sua gioventù "de miel", e lo si può ben immaginare poiché da uno splendido palazzo in mattoni rosa nelle campagne vicino Torino si trasferisce in una lussuosissima dimora parigina a pochi passi dalla Tour Eiffel. Frequenta la scuola pubblica, dove pare che venga vessata e schernita da compagni e insegnanti indispettiti dal suo aristocratico background,

  mentre a casa sua sfilano per ricevimenti e tea-party personalità della politica e della cultura tra le più influenti (Jacques Chirac, Maria Callas..) e lei forgia la sua cultura rigorosamente da autodidatta con letture eccellenti (Stendhal, Maupassant, Proust, Sarte). Finito il liceo (italiano) si iscrive ad architettura alla Sorbona, ma il sogno di Carla è la moda.....


Continua....