Visualizzazione post con etichetta Stefania Sandrelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stefania Sandrelli. Mostra tutti i post

mercoledì 6 giugno 2012

La bellezza secondo Bernardo # 1

Mi piace molto filmare le donne, mi piace filmare i loro movimenti, il loro modo di camminare, di compiere gesti, di sorridere, di piangere e di gridare. Ho sempre la sensazione di aiutarle a tirare fuori qualcosa che è dentro di loro, ma che loro ancora non conoscono. Mi fa sempre pensare ad un parto. 

Questo quello che Bernardo Bertolucci ha dichiarato a proposito delle attrici che nei suoi film, o, per meglio dire, in alcuni suoi film, sono catturate in momenti di cambiamento, di trasformazione e di nuova consapevolezza. 
Moltissime le attrici assenti da questa breve carrellata (divisa in 2 parti): Adriana Asti, che fu anche moglie del regista, Debra Winger che ne Il tè nel deserto fa vibrare lo schermo con la sua bellezza sofisticata e il suo erotismo mai celato, Bridget Fonda perfetta moglie e madre americana ne Il piccolo Buddha con indosso un paio di occhiali enormi per interpretare una insegnante di matematica, e tantissime altre. 
Ho tentato in questo caso di isolare la scelta ai personaggi femminili, e delle attrici che le interpretano, a quei momenti che, proprio per la loro forza erotica e, usando le parole del Maestro "generatrice" hanno colpito negli anni la mia fantasia.

DOMINIQUE


Dominique Sanda. Una bellezza apparentemente innocente ed eterea ma di grande forza e con un carattere quasi mascolino. Lavora per la prima volta con Bernardo Bertolucci ne Il Conformista, quando è ancora praticamente esordiente. Ecco come la ricorda la sua co-protagonista Stefania Sandrelli: Era tesa e preoccupata di sostenere bene il suo ruolo, e così ogni mattina al trucco, durante le interminabili ore di preparazione, cercavo di tranquillizzarla.


Anni dopo, nel 1976 Dominique sarà una delle protagoniste di Novecento; meno acerba e più risolta regalerà un ritratto indimenticabile di Ada la moglie di Robert De Niro, prima ragazza spregiudicata e poi schiava dell'alcol.


                                                                        STEFANIA

Una delle più grandi passioni del grande regista emiliano che tornerà a lavorare più volte con lei. Un sodalizio professionale e sentimentale che si consumerà, come ha dichiarato la stessa Sandrelli in un'intervista a Vogue dello scorso giugno, anche con dei baci che i due si sono scambiati in momenti di pausa dalle riprese dei vari set. Ecco come lei stessa definisce il loro rapporto:





Entrambi abbiamo cominciato nel cinema molto giovani. In Comune abbiamo una passione cos' grande per il nostro lavoro che sfiora l'incoscienza: per noi il cinema è un sogno, un viaggio fuori dalla realtà.




Parlando della scena de Il Conformista nella quale balla in modo provocante con Dominique Sanda: Bernardo ci preparò a lungo; quella sequenza doveva sprigionare sensualità, erotismo. Io venivo sedotta da Dominique, che aveva, nel ballo e nel corteggiamento, il ruolo maschile. Per lei era difficile entrare simbolicamente nella fisionomia di un uomo, e io cercai di aiutarla nel sedurla e nel farmi sedurre. Fu una scena molto coinvolgente, la girammo come in stato di grazia, senza imbarazzi; alla fine non si capiva più se era finzione o realtà.


MARIA


L'incontro più difficile, e quello mono risolto per stessa ammissione di Bertolucci quello con Maria Schneider la prorompente attrice francese appena 20enne alla quale viene affidato il ruolo di Jeanne in Ultimo tango a Parigi. L'esperienza le farà conoscere una rapidissima popolarità, ma anche una l'impossibilità a staccarsi completamente da quel personaggio. Bertolucci l'ha ricordata con queste parole all'indomani della sua prematura scomparsa avvenuta nel febbraio del 2011:


La sua morte è arrivata troppo presto, prima che io potessi riabbracciarla teneramente, dirle che mi sentivo legato a lei come il primo giorno e, almeno per una volta, chiederle scusa.


Scegliendo Maria dopo un lungo casting mi chiedevo se sarebbe riuscita a stare vicino a Marlon Brando senza tremare. Non solo Maria superò la prova fin dal primo giorno, ma riuscì persino a farsi coccolare oltre che da me anche da lui.


Il rapporto forte e creativo che abbiamo avuto durante le riprese di Ultimo tango si era avvelenato col passare del tempo. Maria mia accusava di averle rubato la sua giovinezza e solo oggi mi chiedo se non c'era qualcosa di vero. In realtà era troppo giovane per poter sostenere l'impatto con l'imprevedibile e brutale successo del film.


CONTINUA...

lunedì 12 settembre 2011

Sexual Icons (Parte 1)


     JULIANNE MOORE


Mesi fa, mentre mi accingevo a scrivere a proposito de I ragazzi stanno bene, la commedia di costume diretta da Lisa Chodoenko sui figli nati da una coppia omosessuale composta da due donne che si mettono a cercare il padre biologico donatore di seme, lessi un articolo su Julienne Moore una delle protagoniste insieme ad Annette Bening.
Nel pezzo si ripercorreva molto rapidamente la carriera di questa attrice, bellissima e fiera cinquantenne e di come, malgrado gli anni che passano, continui a rappresentare per i registi una interprete capace di incarnare ruoli di sempre maggior carica erotica da quando nel 1993, in una memorabile sequenza di America Oggi di Robert Altman litigava col marito (Mattew Modine)  senza indossare le mutandine, alla scena lesbo con la giovanissima Amanda Seyfred nel più recente Chloe di Atom Egoyan.



Julianne Moore, un'attrice che ha fatto un lunga gavetta prima di affermarsi attraversando i generi (da Nine Months a Il grande Lebowsky fino a The Hours) e, onore al merito, non si è mai risparmiata restando sempre fedele alla sua immagine, dimostrando una bravura e un coraggio che non tutte le sue colleghe hanno. Forse proprio per la sua audacia, per la sua conturbante bellezza, per quel fascino un po' algido Julianne è e rimane un'icona sexy, una di quelle attrici che incarna molto spesso un forte erotismo, legato a temi scabrosi che alimentano il dialogo e rendono il cinema un'esperienza sempre nuova e stimolante.


     CHLOE SEVIGNY



Bellissima, elegante, it girl, regina incontrastata del cinema indipendente americano, stilista e testimonial. Chloe Sevigny è forse l'attrice più coraggiosa e spregiudicata del panorama statunitense. Nessun ruolo convenzionale, nessuna mezza misura, nessun pregiudizio e la capacità di rimanere sempre a proprio agio tra  cinema e  televisione, tra  video e cortometraggi, tra pubblicità e moda, tra trasgressione  lo stile.
I telefilm addicted italiani probabilmente la ricorderanno come Niki Grant, la più problematica delle tre mogli del poligamo Bill Paxton nella sperba serie HBO Big Love, per i normali fruitori di cinema è un bel volto e uno splendido corpo comparso in diversi film di successo (L'inventore di favole, Boys don't cry, Melinda e Melinda, Zodiac) ma per tutti i cinefili più scafati lei è la protagonista di The Brown Bunny, la seconda controversa pellicola diretta da Vincent Gallo.



Un film strano The Brown Bunny, molto poetico e, malgrado le critiche che l'hanno addirittura definito "il peggior film che sia mai stato girato", a mio avviso bellissimo. Incentrato su una lunga prova da attore del talentuoso artista di Buffalo, è la scarna storia di un pilota professionista di motociclette che attraversa l'america in un furgone cercando di fare i conti con il passato e con un amore, quello per Daisy interpretata da Chloe, finito tragicamente. Una trama lineare e quasi monotona, per 70 minuti abbondanti non c'è altro da vedere se non Vincent Gallo che guida, riflette, dorme, si fa la doccia e sistema la motocicletta con in sottofondo la splendida colonna sonora scritta da John Frusciante. Verso la fine, boom! Una lunga scena di sesso orale non simulato tra Vincent e Chloe che sconvolse il pubblico del Festival di Cannes nel 2003. Un buco nero nella carriera di Sevigny, contratti pubblicitari in fumo e un marchio di infamia. Lei, fino ad una recentissima intervista rilasciata a Playboy quest'anno, ha senpre difeso il film e la sua real sexual performance definendo The brown Bunny un film d'arte, paragonabile ai film girati da Andy Warrhol.


Questa discussa scena non ha fatto altro che alimentare la sua leggenda, la sua fama di spirito libero e non le ha impedito di aggiudicarsi un Golden Globe nel 2010 per il suo ruolo in Big love, dopo il quale ha interpretato un film diretto da Werner Herzog, continuando a fare modeling e a seguire progetti inipendenti.

     STEFANIA SANDRELLI

Una donna splendida e un'attrice con una carriera che non conosce soste. Ha incarnato il sogno erotico di generazione con la sua interpretazione de La Chiave di Tinto Brass dove si offre in tutta la generosità delle sue forme, non rinunciando a scene di nudo molto esplicite.


Generosa, morbida, dolce, materna, e alle volte sorprendentemente audace Stefania Sandrelli non si è mai tirata indietro continuando a mostrare il suo corpo e il suo sorriso e continuando a sedurre tutti i registi con cui ha lavorato conservando, negli anni, un fascino incredibile.


 Io rimango sempre impressionata quando leggo il numero dei film che lei ha girato, soprattutto per la varietà dei generi, e mi fa sorridere il fatto che lo stesso anno nel quale ha interpretato La Chiave abbia girato Vacanze di Natale. Questo ne prova, a mio avviso, la grande versatilità e duttilità.
Un consiglio: se vi ha fatti impazzire nel film di Tinto Brass cercate di recuperare Una donna allo specchio, un piccolo film italiano del 1985 in cui Stefania è bellissima e sexy da morire.

  KIM CATTRAL



Chi meglio di lei incarna la sessualità consapevole e gioiosa delle donne mature? Aveva appena compiuto 42 anni quando ha cominciato a girare Sex and the City e la sua carriera è decollata.
Dopo un inizio molto promettente da un punto di vista commerciale interpretando blockbuster anni 80 come Scuola di Polizia, Grosso Guaio a Chinatown e Mannequin, il cinema sembrava averla relegata a ruoli di secondo piano e più frequentemente a tv movie.



 Con la maturità è arrivato il successo che lei ha saputo cogliere e sfruttare osando in una serie tv come nessuna mai aveva fatto prima, creando il personaggio di Samantha le cui attitudini sono diventate emblematiche di un modo di vivere la sessualità da parte delle donne che non era mai stato affrontato nell'intrattenimento.
Una donna che è riuscita a guadagnare e conservare la ribalta in un momento difficile e delicato nella vita di un'attrice con un ruolo particolarmente audace che ha portato in superfice tutta la grinta e l'erotismo di questa splendida donna.

A presto!